12 Giugno

La Rosa Rossa

Muranero

Moulaye Niang, perliere per passione e per professione, soffia il vetro e adora la musica. Ha girato il mondo e ha deciso di fermarsi in Italia per imparare un’arte nobile e antica: quella della lavorazione del vetro di Murano. Eccolo il ‘Muranero’. Così lo aveva apostrofato in maniera affettuosa più di vent’anni fa la comunità dei muranesi, la stessa che lo ha accolto e aiutato a capire un mestiere e a carpire informazioni preziose da poter trasferire ad altri giovani in Italia e in Africa. Franco Basaglia, regista veneziano che oggi si divide tra Roma e Londra e che per oltre un anno ha seguito il Muranero nei suoi viaggi e che ha raccontato la sua storia in “Le perle di ritorno, odissea di un vetraio africano”, il pluripremiato documentario finanziato dal Mibac e dalla Regione Veneto che ha portato sul grande schermo la storia di Moulaye.  Italia e Africa, andata e ritorno. L’andata con le conoscenze apprese sul campo, il ritorno col cuore gonfio di gioia per chi è riuscito a insegnare un mestiere a tanti altri giovani africani.

Moulaye Niang

Moulaye Niang, è un pazzo senegalese di nome che è partito da Parigi dieci anni fa e arrivato in Italia pensando alla ricerca di una vita migliore. In Italia ha lavorato facendo l’addetto alle pulizie di un bagno pubblico, dopo ha fatto il facchino presso un albergo dove è diventato portiere. Cosi ha potuto pagare la scuola del vetro a Murano ed è diventato quello che è oggi, un artista del vetro. Con quest’arte cerca di fare quello che non ha potuto con la musica e la pittura, cioè unire l’arte africana con quella occidentale. Ormai è da dieci anni che lavora su questo progetto, di nome Muranero.  Muranero realizza perle meravigliose con gli occhi di un africano. Le perle sono quelle veneziane con cui in epoca coloniale l’Europa comprava beni e schiavi da vendere nelle Americhe. Il viaggio al contrario di Moulaye è soprattutto metaforico intriso delle medesime preoccupazioni, i successi, i sogni. Quegli stessi sogni chiusi nel cassetto e che poi un bel giorno sono diventati realtà. Molti maestri muranesi vanno in America a insegnare, e il Muranero ha trovato l’America in Italia. Un artigiano ibrido che crea un ponte tra due culture. Perché Moulaye ci ha spiegato con i fatti che l’arte della lavorazione delle perle può reinventarsi grazie alla contaminazione tra culture.   Muranero realizza perle meravigliose con gli occhi di un africano.

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