“Changing our Destination: perché Venezia cambia, non si espande!”

 

Per questo Festival abbiamo deciso di portarvi qualcosa in più, oltre alle mostre ed esposizioni dei nostri artisti del F-ACT presenti per tutto il mese nel locali del network della mappa gastronomica.

Infatti in ogni singolo locale troverete anche una struttura interattiva fatta con il materiale tetrapak, che ci è stato fornito dalla Centrale del Latte di Vicenza che ha creduto e dato fiducia al nostro progetto di sensibilizzazione.

Il tetrapak è uno di quei materiali sempre presenti in casa, ma senza identità: conosciamo la parte esterna, quella di carta stampata riportante il logo dell’azienda che produce il prodotto, con la quale più interagiamo. Ma una volta finito il contenuto del cartoccio, lo differenziamo,  solitamente con incertezza e in modo diverso di territorio in territorio.

Abbiamo deciso di studiare il comportamento di questo materiale, per riuscire a modificare e cambiare la visione riguardo il suo utilizzo: la parte interna diventa esterno, diventa interattiva e la parte stampata diventa sostegno e condivisione di estetica, design e innovazione.

Come la plastica, tema di quest’anno per molti degli enti attivi per la tutela ambientale, anche il tetrapak crea le proprie isole inquinanti nel mare: le correnti poi lo trasportano sulle spiagge, come succede per un qualsiasi corpo, oggetto, o volume, che galleggia nei mari.

Provando a lavorare all’interno dell’immaginario, si osserva il tetrapak come un naufrago ritrovato in isole, luoghi a lui sconosciuti (dal frigo alla spiaggia deserta, il passo è breve a quanto pare) ed in cerca di una nuova stabilità per sopravvivere.

Ecco come l’installazione applicherà la sua narrazione: solitamente, il ‘castaway’ medio cerca cibo, del legno per costruirsi una zattera, e soprattutto un riparo. Ed è proprio in questo senso che la nostra progettazione creerà un ambiente narrativo attraverso oggetti in tetrapak.

 

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